L'acqua piovana non viene mai raccolta, passa dalla grondaia agli scarichi fognari posti in basso. Eppure quest'acqua potrebbe essere di grande utilità se raccolta mediante un semplice sistema di tubi in grado di veicolarla nel proprio giardino o in cisterne di raccolta per utilizzarla successivamente. L'acqua piovana è gratuita, usarla con razionalità significa quindi risparmiare l'acqua degli acquedotti e risparmiare sulla bolletta.
Recupero acque piovane
Schematizzazione della distribuzione delle acque piovane Il recupero delle acque meteoriche
trova impiego per::
lo scarico acque dei servizi,
innaffiamento giardino,
alimentazione lavatrice,
antincendio, ecc...
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Lo stoccaggio delle acque piovane avviene in vasche d’accumulo che sono realizzate in cemento armato e si possono interrare completamente. Perché l’acqua meteorica possa essere di buona qualità, oltre al pretrattamento di filtrazione, è indispensabile che l’accumulo delle piovane avvenga in ambiente perfettamente impermeabile, fresco e buio. Il calcestruzzo è un materiale ideale per realizzare tali serbatoi: è composto da materie prime naturali (ghiaia, sabbia e cemento), è durevole nel tempo, sopporta la pressione del terreno, della falda e del transito ed ha costi vantaggiosi. La monoliticità degli elementi garantisce l’impermeabilità e la semplicità nella posa. Soluzioni ricercate nella preparazione del cemento consentono, in casi particolari, di adattare le vasche anche ad acque piovane particolarmente aggressive come nel caso delle piogge più acide.
La gamma standard di pezzi monolitici offre vasche da 1,1 a 8,3 m3 di capacità. Volumi maggiori sono raggiunti posando vasche in parallelo oppure utilizzando grandi vasche, realizzate con due elementi semicircolari, aventi diametro di m 4,0 o 5,6 (volume massimo d’accumulo m3 72). Aggiungendo tra gli elementi semicircolari prefabbricati intermedi ad U, si possono raggiungere i 1000 m3 di volume utile, i quali si possono ulteriormente ampliare su più linee (a servizio ad esempio di grandi centri sportivi, vivai e serre, aree residenziali e parchi annessi).
Anche gli inserti filtranti che eseguono il pretrattamento delle piovane prima dello stoccaggio nelle cisterne sono elementi molto importanti, che devono garantire oltre all’inerzia chimica ed alla durabilità nel tempo (acciaio inox e pehd) anche una porosità adeguata ed uniforme per svolgere un’efficace filtrazione. Esistono più tipologie di filtri, adattabili a diverse portate di progetto e diverse conformazioni di vasca (tubolari, cilindrici o veri e propri pozzi filtranti).
Quanto detto di un impianto di recupero delle acque, dal punto di vista distributivo e funzionale, dovrà trovare valida integrazione con alcuni aspetti quali:
TECNOLOGICO, che prevede lo studio delle soluzioni innovative biocompatibili ed il recupero delle tradizioni costruttive, con la classificazione dei materiali valutandone qualità e prestazioni anche in funzione dell'impatto uomo-ambiente
BIOCLIMATICO, concernente la progettazione di eventuali sistemi solari passivi quali: serre solari soluzioni di trasporto della luce naturale nei locali cantina, distribuzione della ventilazione, camini solari, ecc., con particolare attenzione rivolta all'orientamento della costruzione ed alla mappatura locale dei venti dominanti.
IMPIANTISTICO, curando l’impiantistica in virtù delle normative, dimensionando gli impianti in modo corretto, prevedendo sistemi alternativi di autoproduzione dell'energia elettrica e termica tramite lo sfruttamento del sole e del vento, considerando un corretto uso dell'acqua potabile e di quella piovana, lo smaltimento dei rifiuti organici dell'abitazione, ecc.
Nella considerazione della riduzione dello spreco di acqua (data la sua funzione indispensabile per il ciclo vitale dell’uomo), l’impianto di recupero permette di ridurre drasticamente i costi di acqua (divenuti insostenibili), fornendo nel contempo, un’acqua di qualità non pregiata a bassissimi costi per quelle utenze che ne ammettano l’utilizzo.
Normalmente, la prima pioggia risulta carica di inquinanti ( ciò per effetto dell’azione di dilavamento delle superfici esposte ), quindi meno portatrice di sostanze disciolte rispetto a quella proveniente dalle sorgenti o pozzi, non avendo contatto con suolo e rocce, non scioglie i sali e i minerali in essi presenti, quindi, risulta indicata per soddisfare gran parte delle esigenze di uso non pregiato. In sostanza il sistema di recupero acque piovane, abbrevia il ciclo naturale pioggia - corsi d’acqua - captazione - impiego - scarico - evaporazione - pioggia.
La tecnologia di un sistema di recupero acque piovane dovranno tener conto dei seguenti accorgimenti:
Dispositivo di separazione delle acque meteoriche di prima pioggia, che sono solitamente contaminate, dalle acque piovane di medio periodo e loro allontanamento in fogna o depurazione;
recupero delle acque piovane, con filtraggio a griglia che privi di sostanze inquinanti l’acqua raccolta;
Decantazione naturale; utilizzo, mediante elettropompa sommersa, delle acque recuperate per l’alimentazione dei servizi idrici che non richiedono uso potabile; es. acque per irrigazioni, acque antincendio, acque di risciacquo servizi igienici e orinatoi, acque industriali, ecc.
Il dispositivo per la separazione delle prime acque, dovrà prevedere il momento in cui le superfici esposte alle acque meteoriche sono state perfettamente dilavate e fa scattare il sistema elettronico di smistamento per l’alimentazione della vasca di accumulo.
Il dimensionamento della rete e degli altri dispositivi avviene tenendo conto di tutti i parametri tecnici che governano il problema, come la pluviometria della zona, la tipologia ed entità delle sostanze inquinanti presenti sui piazzali e sulle altre aree investite dalle acque meteoriche, la forma e le dimensioni di dette superfici, le pendenze, i tempi di afflusso, ecc.
Il progetto è particolarmente indicato in tutti i numerosissimi casi in cui è ammesso l’uso di acqua non potabile. Ad esempio: nei servizi igienici non potabili di scuole, caserme, fabbriche, ecc. in cui le utenze come latrine e orinatoi sono di uso pressoché continuo; nel settore industriale per il raffreddamento di macchinari, il lavaggio e il risciacquo, l’accumulo antincendio, ecc.; nel settore civile e infrastrutturale per l’irrigazione di parchi e giardini; nell’edilizia residenziale per il soddisfacimento della frazione non potabile dell’approvvigionamento domestico (vaschette wc, innaffio, lavaggio cantine, ecc.).