Il fotovoltaico integrato negli edifici

Potenzialità
Uno
studio della Commissione Europea ha rilevato che in Italia la superficie di
tetti disponibili (con orientamento verso Sud, Est o Ovest) è di 370.000.000
mq, mentre quella delle facciate è di quasi 200.000.000 mq. Se questi spazi
fossero coperti da moduli fotovoltaici, sarebbe possibile produrre circa 130
TWh/anno, vale a dire 130 mila milioni di kWh l’anno, pari al consumo annuo di
energia elettrica di oltre 30 milioni di famiglie (considerando una media di
4.000 kWh/anno per nucleo familiare). Sono ovviamente calcoli ipotetici, ma che
fanno comunque ben comprendere l’enorme potenziale offerto da simili
applicazioni.
Principi costruttivi dei moduli solari da integrare
negli edifici
L’integrazione
architettonica dei sistemi solari si basa sulla possibilità di utilizzare il
modulo fotovoltaico nella più ampia libertà. E’ importante saper realizzare
moduli aventi forma, misura, colore, caratteristiche strutturali diverse a
seconda della situazione in cui s’interviene.
Nella creazione dei moduli
semitrasparenti, le celle sono fissate con una resina tra due lastre di vetro
distanziate tra di loro circa 2 mm. I cavi della corrente in uscita sono
solitamente fatti passare attraverso dei corridoi creati nella cornice, in modo
da rimanere nascosti, oppure si utilizzano le tradizionali junction box di
connessione. Nei casi in cui la facciata trasparente debba anche soddisfare
requisiti di isolamento termico, il modulo solare è integrabile in un doppio
vetro, ottenendo un valore di dispersione termica di 1,1 W/mq K.

Tutti i moduli prodotti sono testati elettricamente e meccanicamente secondo un rigido controllo di qualità. Viene così garantito lo standard IP65 contro il rischio dato dalle infiltrazioni di umidità. Gli elementi che stanno alla base del modulo fotovoltaico sono le celle e il vetro.
Le celle
Il materiale che sta alla base delle celle comunemente usate è il silicio, che nella maggior parte dei casi si presenta sotto forma di un singolo cristallo (monocristallino) oppure di più cristalli adiacenti (policristallino). E’ possibile distinguere i due tipi di materiali, notando una sostanziale omogeneità di colore sulla superficie del monocristallino, mentre nel policristallino si possono facilmente vedere i singoli cristalli, che conferiscono una particolare sfaccettatura alla cella.
Le celle fotovoltaiche
hanno solitamente una colorazione blu scuro, derivante da un rivestimento
antiriflettente (ossido di titanio), molto importante per ottimizzare la
captazione dell’irraggiamento solare. Richiedendo colori differenti, che si
possono ottenere variando lo spessore del rivestimento antiriflettente, si
verificano sostanziali perdite di efficienza: ad esempio le celle grigie perdono
tra il 30 e il 40 % del rendimento. La misura delle celle può variare molto: le
più comuni sono 10 x 10 cm, 12,5 x 12,5 cm, 15 x 15 cm, ma è possibile anche
averle 5 x 15 cm, 10 x 15 cm. La loro forma è quasi sempre quadrata. Nel caso
del silicio monocristallino è spesso presente una smussatura agli spigoli, in
quanto tali celle si originano da un lingotto di forma circolare, dal quale si
scartano le parti più esterne un po’ perché presentano impurità e un po’
per sfruttare al meglio lo spazio disponibile. Nel modulo le celle sono tra di
loro collegate elettricamente realizzando delle stringhe. La distanza tra le
celle varierà in base alla luminosità che l’architetto vuole ottenere
nell’ambiente interno alla copertura fotovoltaica. Mentre lo spazio tra le
celle di una stessa stringa può variare dai 2 ai 10 mm, la distanza tra
stringhe diverse ha solo un minimo di 2 mm, senza limiti superiori.

Il vetro.
Si possono utilizzare
vetri grandi 2 x 3 m aventi anche forme differenti (triangolare, trapezoidale,
circolare…).
Lo spessore del vetro non è
invece un parametro di progettazione libero: dipende dalla forma del vetro
adottata, dal peso della costruzione, dalle sollecitazioni previste e occorre
sempre effettuare delle simulazioni con carichi statici. Per quanto riguarda il
tipo di vetro, mentre per quello frontale non si hanno molte possibilità di
scelta, in quanto sarà di tipo extra-bianco con uno spessore ridotto (4 mm per
moduli di misura ridotta) per ottimizzare l’assorbimento della radiazione
luminosa, per quello posteriore si hanno maggiori margini di libertà. Possono
infatti avere diversi colori, tipi di laminazioni e di isolamenti.
Applicazioni
Sono riconducibili a quattro
categorie principali:




Considerazioni
energetiche ed economiche
Il massimo irraggiamento solare è ottenibile, alla
nostra latitudine e su base annua, orientando l’impianto fotovoltaico verso
Sud e inclinandolo, rispetto all’orizzontale, di circa 30°.
Spesso però s’interviene su edifici già esistenti che
non presentano superfici, disponibili ad accogliere i moduli fotovoltaici,
correttamente orientate. Rivolgendo ad esempio l’impianto verso Est o Ovest si
perde circa il 10 % dell’energia massima ottenibile rispetto ad un preciso
orientamento a Sud (con riferimento ad un’inclinazione di 30°). Nel caso in
cui la superficie su cui si applica l’impianto fotovoltaico è verticale, se
l’orientamento è verso Sud si perde circa 1/3 dell’irraggiamento solare
annuale disponibile (rispetto alla massima captazione di energia che si verifica
con l’inclinazione di 30° a Sud), mentre se è verso Est o Ovest solo il 55 %
dell’energia disponibile è effettivamente sfruttabile.
Per quanto riguarda la producibilità dei sistemi solari
fotovoltaici, considerando dati provenienti da impianti installati in Germania,
una facciata fotovoltaica verticale orientata verso Sud eroga 50 - 60 kWh / mq
anno. Ciò significa che analoghi impianti in Italia possono fornire maggiori
quantità di energia elettrica, grazie ovviamente alla nostra migliore
insolazione. Riducendo l’inclinazione dei moduli la producibilità aumenta,
fino ad arrivare a circa 100 kWh / (mq anno).
Il costo di un metro quadrato di moduli solari
fotovoltaici per integrazione architettonica varia ovviamente a seconda delle
situazioni, ma si può comunque quantificare in circa 2 - 2,5 milioni di
Lire/mq (comprendente i materiali e l’installazione), sia per le facciate che
per i tetti.
Tale costo può sembrare elevato, ma bisogna ricordare che: