Sistemi
solari attivi e passivi
Le strategie d'intervento per sfruttare al meglio le caratteristiche climatiche
regionali si differenziano ovviamente a seconda della zona in cui si opera.
Anche se in genere si usa distinguere quattro zone climatiche principali,
il clima locale deve sempre essere considerato come un fenomeno complesso perché
una strategia che consideri un solo aspetto può portare a dei buoni risultati
per un verso, ma risultare negativa per un altro.
Per ogni fascia climatica e ogni situazione esistono opportune tecniche e
opportune strategie che devono essere però concepite nel loro insieme e che
comunque non devono escludere la possibilità - o la necessità - di essere
integrate con i sistemi tradizionali di controllo dell'ambiente interno.
L'energia
solare può essere utilizzata in modo attivo o in modo passivo e per questo si
vuole distinguere fra energia solare attiva ed energia solare passiva.
Con l'espressione "energia solare attiva" si intende in genere
raggruppare tutte le applicazioni che riguardano il settore delle applicazioni
termodinamiche ( energia termosolare ) e il settore dell'energia fotovoltaica.
Con l'espressione "energia solare passiva" si intende in genere
raggruppare tutte le applicazioni in cui l'energia solare viene utilizzata senza
alcun ausilio motorizzato e in cui la distribuzione dei calore prodotto avviene
grazie ai fenomeni naturali della conduzione, della convezione e
dell'irraggiamento, anziché mediante l'utilizzazione di pompe o ventole.
1)
Per il riscaldamento di un edificio, soprattutto nei climi freddi,
attraverso l'accumulo, la distribuzione e la conservazione dell'energia termica
solare.
Al
fine di raggiungere questo scopo, le principali tecniche passive prevedono
l'impiego di muri termo accumulatori, che un ottimo isolamento, di una notevole
massa termica, di sistemi di preriscaldamento dell'aria, di superfici vetrate
esposte a Sud, dì vere e proprie serre addossate all'edificio e altri
accorgimenti ancora.
2)
Per il raffrescamento naturale di un edificio, grazie alla ventilazione
naturale, alla schermatura e all'espulsione dei calore indesiderato verso
dissipatori di calore ambientali ( aria, cielo, terra, acqua ). Le principali
tecniche impiegate in questo caso prevedono soprattutto l'utilizzo di condotte
d'aria internate, di camini solari, di una buona massa termica, della
ventilazione indotta, di protezioni dall'irraggiamento diretto e di sistemi per
la deumidificazione o per l'evaporazione dell'acqua.
3)
L'altro importante contributo passivo che si può ottenere dall'energia
solare riguarda l'illuminazione diurna di un edificio,
La
produzione di energia e il risparmio di combustibile
La quantità di energia prodotta da un impianto fotovoltaico di taglia assegnata
dipende fortemente dalle condizioni climatiche ( essenzialmente irraggiamento e
temperatura ) della località in cui esso è installato.
In pratica la potenzialità energetica di una certa località viene
espressa per mezzo dell'insolazione media annua, che fornisce la quantità di
energia solare che nell'arco di un anno incide su una superficie di 1 mq.
Questa grandezza viene di
solito misurata in " ore annue di insolazione equivalente ": queste
Per esempio nella Svizzera del Sud ( Ticino ) si misurano 1300 ore equivalenti
di insolazione all'anno; ciò significa che un impianto fotovoltaico della
potenza nominale di 1 kW è potenzialmente in grado di produrre 1.300 kWh
all'anno. In realtà occorre tener
conto dei fatto che la potenza effettiva ai morsetti dell'impianto è sempre
inferiore alla sua potenza nominale, a causa delle perdite dovute al
surriscaldamento dei moduli, ai collegamenti serie/parallelo e, infine, al
rendimento dei sistema dì condizionamento della potenza.
Tipicamente, la potenza di un impianto fotovoltaico è circa 85% di
quella nominale: di conseguenza la producibilità effettiva di un impianto da 1
kW è di circa 1.120 kWh/anno. Questo
numero consente di valutare immediatamente il risparmio di combustibili fossili
ottenibile per mezzo di un impianto fotovoltaico. A questo scopo basta conoscere la vita media dell'impianto,
valutabile in circa 30 anni, ed il cosiddetto "Energy Pay-Back Time - EPBT",
Nel caso in esame risulta, pertanto, che un impianto da 1 KWp produce, nell'arco
della propria vita efficace 1.120 x 24 = 26.880 kWh. Dato che per produrre i kWh
elettrici corrispondenti occorre bruciare circa 0,25 kg di combustibile fossile,
il risparmio complessivo risulta di 26.880 x 0,25 = 6.720 kg di combustibile
ovvero circa 7 tep ( tonnellate equivalenti di petrolio ).
I
costi e i benefici nascosti
Fra tutti i fattori che determinano il grado di penetrazione dei fotovoltaico
nel mercato energetico, il costo degli impianti e dell'energia che essi
producono è senz'altro uno dei più importanti, se non il più importante
addirittura. Infatti, dal punto di
vista dell'utente che può scegliere fra diverse fonti di energia, sia
convenzionali, sia rinnovabili, una buona parte dei vantaggi indiretti offerti
dal
Sotto questo aspetto, il fotovoltaico appare addirittura penalizzato rispetto
alle fonti convenzionali: infatti, in assenza di adatti incentivi pubblici
capaci di monetizzare a vantaggio dell'utente i vantaggi sociali offerti dalla
tecnologia, il fotovoltaico si trova a dover competere con tecnologie, come
quelle del carbone, dei petrolio o dei nucleare, le quali, pur essendo assai più
onerose In termini di costi sociali ed ambientali, non addebitano tali costi
all'utente, ma, di fatto, tacitamente li scaricano sulla collettività.
Le conclusioni dello studio dimostrano che, anche utilizzando
i criteri di valutazione molto prudenziali, i costi sociali medi associati
all'uso cri combustibili fossili sono dell'ordine di 0,034 €/KWh, mentre
quelli associati al nucleare sono di 0,078 €/kWh; ma ciò significa che queste
tecnologie sono gravate di un costo " nascosto ", pagato - spesso
inconsapevolmente - dalla collettività pari a circa 0,05 €/KWh in un caso e
di circa 0,10 €/KWh nell'altro: ciò equivale a raddoppiare il costo sostenuto
dall'utente per godere dell'energia elettrica.
Il
costo dei chilowattora fotovoltaico
Il costo dell'energia prodotta da un impianto fotovoltaico può essere calcolato
con la stessa metodologia usata nel caso degli impianti convenzionali.
Secondo il metodo comunemente adottato dalle Aziende elettriche, il costo
dell'energia viene diviso in due parti: un costo fisso, dovuto all'investimento
iniziale necessario per la costruzione dell'impianto, ed un costo variabile,
dovuto alle spese per il funzionamento e la manutenzione dell'impianto. I costi
variabili includono di solito le spese per il personale, il combustibile e le
parti di ricambio; nel caso dei fotovoltaico, naturalmente, la voce combustibile
è assente.
In
formule si può scrivere:
Costo
KWh = ( D x Ci + Cem ) K
in
cui
D
= Fattore di attualizzazione dell'investimento
Ci
= Costo dell'investimento
Cem
= Costo di esercizio e manutenzione
K
= Numero di KWh prodotti dall'impianto in un anno.
Il fattore D dipende dalla durata dell'impianto - di solito stimata in 30 anni -
e dal tasso di interesse reale - cioè depurato del tasso di inflazione - posto
tipicamente pari al 5 %.
Sia i costi di investimento, sia quelli di esercizio e manutenzione dipendono
fortemente dalla taglia dell'impianto, dal tipo di applicazione per cui esso è
costruito e dalla località in cui esso è installato: per calcolare, quindi, il
costo del KWh prodotto da grandi centrali fotovoltaiche connesse con la rete non
è quindi possibile fare riferimento ai piccoli impianti per applicazioni
isolate, ma
Tuttavia, dato il numero limitato di esempi di riferimento, la stima dei costi
contiene ampi margini di incertezza. Attualmente,
secondo l'esperienza americana, il costo complessivo di realizzazione di una
centrale può essere stimato in circa 5.000,00 €/KWp.
Questo costo è dovuto, per circa il 60% al costo dei moduli, pari dunque
a 3.000,00 €/KW e, per la parte rimanente - circa 2.000,00 €/KW - al costo
degli altri componenti dei sistema e al costo di installazione
Quanto ai costi di gestione, l'esperienza delle grandi centrali della
California, mostra che essi possono essere contenuti entro limiti molto bassi,
inferiori a 0,002 €/KWh.
Se si assume una produzione annua di energia di 1.500 KWh per ogni KWp di
potenza installata, la formula precedente fornisce un costo dell'energia di
circa 0,240 €/KWh. Questo costo,
ovviamente, va considerato come un valore limite, valido per gli impianti di
grande taglia - superiore a 1 MW - costruiti in maniera tale da ottimizzare il
rapporto costo / prestazioni e installati in località di facile accesso.
Attualmente questo costo è ancora lontano dalla competitività che, oggi,
tenendo conto dei costi sociali delle fonti convenzionali, può essere posta tra
0,08 e 0,095 €/KWh: perché il fotovoltaico possa quindi essere
convenientemente usato per la produzione di energia su grande scala, occorre
ridurre i costi della tecnologia di circa un fattore 2.