Note importanti sul “Risparmio Energetico”

La scoperta dei "NegaWatt": il risparmio energetico
nel riscaldamento degli ambienti
I consumi di
una famiglia italiana composta da tre persone, sono passati dai 1800Kwh del 1980
ai quasi 3000 Kwh attuali. Questo significa un aumento nella bolletta elettrica
ed anche una maggiore emissione di gas serra.
Ecco allora
alcuni suggerimenti per ridurre la quantità di CO2 e risparmiare
anche sul conto del riscaldamento domestico e sulla bolletta elettrica e perché
no dell’acqua, altra risorsa da preservare che se mal utilizzata comporta
anche sprechi di energia.
Riscaldare un
appartamento in centro o nel Nord Italia, per un anno, comporta un consumo circa
di 1200 litri di gasolio (o 1000 metri cubi di metano) con una emissione di
circa 6 tonnellate di CO2, pari ad una spesa di circa 900 €. Si può
misurare tale consumo in litri di gasolio per mq per anno.
|
1
litro di gasolio |
10
kWh |
|
1
metro cubo di gas |
10
kWh |
Negli edifici tradizionali si consuma
30 litri gasolio per mq all’anno.
Ogni
italiano produce 7,2 tonnellate di CO2 l'anno. Il CO2 è
il principale responsabile del fenomeno del riscaldamento globale: l'effetto
serra.
Circa
un terzo del fabbisogno energetico dell'Italia è attribuibile al riscaldamento
di immobili. Il riscaldamento delle case private italiane causa ogni anno
l'emissione di 24 milioni di tonnellate di CO2. Se si considerano
anche gli immobili commerciali e istituzionali, la climatizzazione è
responsabile circa per un 17% dell'emissione complessiva di CO2 in
Italia. Il 70% del consumo energetico per il riscaldamento potrebbe essere
risparmiato attraverso semplici accorgimenti tecnici.
Questo
70% è il valore dei Negawatt, l'unità di misura dei Megawatt
risparmiati. Attualmente i Negawatt, il risparmio di energia, è la maggiore
fonte potenziale di energia a nostra disposizione.
Il
consumo energetico di una casa e strettamente legato al clima cioè alla
temperatura esterna. Negli Stati Uniti negli anni 80 sono state fabbricate case
con il massimo sfruttamento dellâenergia solare. In Scandinavia si costruiscono
case in struttura leggera con minima dispersione (effetto coperta). In Italia
nel dopoguerra,gli edifici risultano strutturalmente " pesanti " con
poco effetto isolante. Il consumo energetico in tale case è molto alto.
Nuove
costruzioni: la casa passiva
Nei
primi anno '80 in Svezia si costruirono già case con un consumo di appena 10 -
12 l gasolio per mq/anno.
Dal 1989-90 in Germania si costruiscono case a basso consumo energetico come con
un consumo di 7 - 9 litri di gasolio per mq/anno. Questo tipo di casa è
divenuta uno standard, e negli ultimi anni ne sono state costruite oltre 800.
Sono
stati perfino costruiti dei prototipi di "case passive", cioè case a
zero energia, con un consumo di 0,4 litri di gasolio per mq/anno ma risultano
ancora troppo cari per il mercato.
L’esperto
di energia Amory Lovins ha realizzato in una delle aree più fredde degli USA,
nei Rocky Mountains del Colorado, una casa ad energia zero dove non usa altro
che l’energia solare. Due case a energia zero a Friburgo, in Germania,
testimoniano che l'esperimento è assolutamente possibile.
Ogni
casa consuma in proporzione alla propria perdita di calore: dispersione termica
dai muri, dal tetto, dalle finestre e velocità di trasmissione di calore)
In
Europa e nella stessa Italia, il fattore di dispersione di calore è assai
diversificato:
Il
fattore di dispersione di calore (Gg) è assai diverso da zona a sona: alcuni
esempi:
|
Località |
Fattore
di dispersione |
|
Europa
del Nord |
3500¡
Kelvin/anno |
|
Verona
è |
2050¡
Kelvin/anno |
|
Imperia |
1120¡
Kelvin/anno |
|
Firenze
di |
1800¡
Kelvin/anno |
|
Reggio
Calabria |
380¡
Kelvin/anno |
Gran
parte del consumo deriva dalla fuga di calore attraverso il tetto.
Il
materiale è spesso caro, e ha bisogno di una impalcatura per la messa in opera.
Ma facendo i conti, potrebbe portare un buon risparmio: con una spesa per
l'isolamento di circa 3.000 € si risparmiano 2600 litri di gasolio pari a
900 € di gasolio risparmiato all’anno. In 3,3 anni si ripaga l’isolamento
in fibra di legno.
Un
esempio:
Prendiamo una casa monofamiliare media, di 200 metri quadri,larga 10 metri e
lunga 20 metri, alta 7 metri, tetto spiovente, e riscaldamento interno a 20¡ C
di massima.
Ipotizziamo
che questa casa sia situata in una città media (Centro-Nord Italia, con un
valore di dispersione di calore Cg di 2500¡ Kelvin/anno).
Per
questa casa il consumo energetico si calcola così:
Casa
priva di isolamento
|
Parte
della casa |
Dispersione
di calore |
Superficie |
Dispersione
di calore |
Dispersione
totale |
|
Parete
esterna |
60 |
180 |
1,5 |
16.200 |
|
Finestre |
60 |
40 |
3,85 |
9.120 |
|
Tetto |
60 |
110 |
4,8 |
31.688 |
|
Totale |
- |
- |
- |
57.008 |
Il tasso di dispersione energetica è quindi di 57.008 Kwh/anno. Si calcola in media un consumo di 285 Kwh ogni metro quadro, ogni anno corrisponde ad un consumo 28,5 litri di gasolio ogni metro quadro.
La
stessa casa con un buon isolamento del tetto a base di fibra di legno riciclato,
disperderebbe quasi metà del calore: 25.000 Kwh/anno. Il che significa una
dispersione al metro quadro di 130 Kwh/mq/anno e ad un consumo al metro quadro
di 13 litri di gasolio.
In parole povere, spendendo 3.000 € per isolare il tetto con pannelli in fibra di legno, si risparmia circa 900 € ogni anno.
Considerazioni di spesa di un impianto solare termico
|
Tipo
di impianto |
Costo |
|
Impianto solare da 200 litri/giorno, costo medio: |
1.700
€ |
|
Produzione impianto solare tipo: |
2400
KWh/anno |
|
Costo medio kWh elettrico per famiglie: |
0,225
€ /KWh |
|
Costo medio di un kWh da gas metano: |
0,110
€ |
|
Costo medio di un kWh da solare termico: |
0,070
€ |
|
Benefici |
|
|
In sostituzione di kWh elettrici: |
550
€ /anno |
|
In sostituzione di kWh da gas: |
300
€/anno |
|
Tempi di ammortamento: |
3,1
anni |
|
Vita utile (di cui 10 anni è media in garanzia): |
circa
20 anni |
|
Copertura del fabbisogno di acqua
calda - minimo |
330
gg /anno
|